
Kuching, Borneo; si è svolto in questa località un appuntamento unico e forse irripetibile nell’ambito del tatuaggio: la prima convention del Borneo tra il mitico popolo degli Iban, tutt’ora depositari dell’antica arte del tatuaggio tribale.
La manifestazione si è svolta non lontana da Kuching, capitale dello stato-regione del Sarawak, dove all’interno di un villaggio, copia fedele di uno vero, ma situato molti chilometri nella più selvaggia giungla dell’Asia e poco accessibile, si sono dati appuntamento molti artisti da tutto il mondo. I tatuatori si sono prestati a lavorare in condizioni poco agevoli per 4 giorni, ma circondati da un panorama a dir poco affascinante, per la bellezza dei luoghi e l’ambito culturale della sede.
In questi giorni infatti, varie manifestazioni di origine tribale, eseguite da abitanti dei più remoti villaggi, giunti là per l’occasione, hanno esaltato lo spirito di tutti gli spettatori.
Celebrazioni religiose e combattimenti di galli, musiche e danze si sono succedute ogni giorno. L’avvenimento non ha avuto un gran seguito di pubblico, per via dei prezzi troppo alti applicati dagli organizzatori al botteghino d’ingresso, fatto che ha così costretto molti giovani del luogo a rinunciare, ma non a dimostrare il loro entusiasmo nei locali della città, dove giovani tatuatori locali, hanno prestato la loro opera per i residenti, invitandoci ad assistere e bere tutti insieme..
In quei luoghi, dove la modernità è comunque giunta da molti anni, si respira nell’ambito dei tatuaggio uno spirito di entusiasmo, paragonabile a quello nostro europeo dei primi anni 90.
Al termine della convention, un nutrito numero di tatuatori si è recato nella giungla, nelle famose ‘long-house’ a vivere e respirare lo spirito degli antichi ‘tagliatori di teste’ e dai racconti fattimi poi dopo da alcuni di loro, è stata un’esperienza unica e istruttiva, che purtroppo non ho potuto vivere per ragioni di tempo….non mancherò comunque di farla nei prossimi anni…!



