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	<title>Alex Nardini - Tattoo Planet - Tatuaggi e Body Piercing a San Remo e Savona &#187; Storie</title>
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	<description>Tattoo Planet di Alex Nardini - San Remo, Savona</description>
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		<title>Alex Nardini &#8211; Uno scritto a lui dedicato</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 10:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Nardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alex Nardini]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[TATUATA
(Uno scritto dedicato ad Alex Nardini)
&#8220;Allora hai deciso…&#8221;
&#8220;Sì&#8221;.
&#8220;E se poi ti stancassi ? Volessi levarlo ? Non ti piacesse più…&#8221;
&#8220;Non credo…e in ogni modo, lo sai, non do peso al mio corpo, non mi guardo allo specchio…, non m’importa cosa ne penserò domani o fra vent’anni, ho solo bisogno di un segno…&#8221;
&#8220;Un segno…?&#8221;
&#8220;Devo segnare questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>TATUATA</h3>
<p>(Uno scritto dedicato ad Alex Nardini)</p>
<p>&#8220;Allora hai deciso…&#8221;</p>
<p>&#8220;Sì&#8221;.</p>
<p>&#8220;E se poi ti stancassi ? Volessi levarlo ? Non ti piacesse più…&#8221;</p>
<p>&#8220;Non credo…e in ogni modo, lo sai, non do peso al mio corpo, non mi guardo allo specchio…, non m’importa cosa ne penserò domani o fra vent’anni, ho solo bisogno di un segno…&#8221;</p>
<p>&#8220;Un segno…?&#8221;</p>
<p>&#8220;Devo segnare questo tempo…ricordarlo…&#8221;</p>
<p>&#8220;Ricordarlo ? Puoi farlo comunque…perché sulla pelle ?&#8221;</p>
<p>&#8220;Definitivo…, questa fuga non è con la testa nel sacco, so che sto fuggendo e da cosa…&#8221;</p>
<p>&#8220;Tu hai troppi uomini…&#8221;</p>
<p>&#8220;In questo periodo ? Sì…sempre… quando sono così…&#8221;</p>
<p>&#8220;Tu li usi…&#8221;</p>
<p>&#8220;E loro usano me…normale…&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non sei innamorata, è vero…?&#8221;</p>
<p>&#8220;Ho bisogno di sogni, lunghissimi, interminabili…&#8221;</p>
<p>……………..</p>
<p>Ore 16.35. Sono in anticipo.</p>
<p>&#8220;Ciao…&#8221;</p>
<p>&#8220;Ho appuntamento alle 17.00…, posso aspettare ?&#8221;</p>
<p>&#8220;Accomodati, lui è di là…nel frattempo puoi guardare i cataloghi, hai già un’idea ?&#8221;</p>
<p>&#8220;No. Nessuna.&#8221;</p>
<p>Il divanetto è molto piccolo, e davanti una tendina trasparente, nera su un vetro. Dietro intravedo un’ombra. E un rumore, quasi un ronzio. Forte, insistente. Che cosa succede di là ? Nessuno parla…solo il ronzio.</p>
<p>Sfoglio le pagine piene di simboli scuri, linee, curve, punte, e piccoli totem, simbologie di mondi passati, qualche animale, e piume, ali. Che fare ? Che tipo di segno sul mio povero polso ? Un sole ? Questo piccolo pesce ? Questa spirale appuntita ?</p>
<p>&#8220;Hai bisogno d’aiuto ?&#8221;</p>
<p>Lei è vestita di nero, come me. Al naso, sopracciglia, e labbro inferiore anelli e altri piccolissimi oggetti.</p>
<p>&#8220;Fra poco tocca a te… è quasi pronto…&#8221;</p>
<p>Arriva. E’ qui vicino. Mi guarda. Lo guardo.</p>
<p>Alto. Magro abbastanza. Le maniche corte della maglietta blu, larga, scoprono ogni forma incisa, e incredibile, sulle sue braccia. E colori. Anelli ad ogni suo dito. E il viso. Rugoso, ma giovane, con occhi chiari e una bocca grande, non ben delineata. Senza barba.</p>
<p>&#8220;Ciao…che cosa posso fare per te…?&#8221;</p>
<p>Huuummm, che cosa puoi fare per me ?…devo dirtelo subito… o dopo?</p>
<p>&#8220;Credo che un occhio…forse…ma molto stilizzato…una forma semplice, pulita…non troppo grande…&#8221;</p>
<p>&#8220;Ok, vieni…&#8221;</p>
<p>Si muove piano e sparge in giro un po’ del suo profumo di muschio. La sala degli orrori ora è davanti ai miei occhi. Arrivandoci senza sapere cos’è può essere scambiata per lo studio di un dentista. Ma la musica ovunque, e forte, i disegni alle pareti, le sue foto nudo con esibizione d’ogni piccola e grande opera d’arte, mi fanno sentire finalmente a casa.</p>
<p>&#8220;Siediti qui…vicino a me…&#8221;</p>
<p>Mi accomodo, un po’ timorosa sulla poltroncina vicino al tavolo, dove lui sta disegnando il mio occhio. Con la matita su una velina trasparente.</p>
<p>&#8220;Così… ti piace ?&#8221;</p>
<p>&#8220;Sì…..va bene…&#8221;</p>
<p>Si alza. Più in là la poltrona da esecuzione, il patibolo, quasi un lettino, di pelle imbottita rossa. Mi allungo, e lui prende il mio polso. Non parla, e da un cassetto tira fuori un rasoio. In un attimo graffia via i pochi peli sul mio braccio fino alla mano. Io tremo, sono già spaventata.</p>
<p>&#8220;Posso… scappare… se…?&#8221;</p>
<p>&#8220;Scappare ? e dove…stai tranquilla… ci penso io… non sentirai male… non troppo…sopporterai…vedrai…&#8221;</p>
<p>La decalcomania ora è sul mio polso, bella disegnata, e blu.</p>
<p>&#8220;Ecco…questa è la giusta posizione… potranno vederlo bene, tutti…&#8221;</p>
<p>Comincio a sudare, la ghigliottina è lì davanti a me, e sta iniziando il suo ronzio terribile.</p>
<p>L’ago. Mio dio. L’ago.</p>
<p>Punge. Punge e colora la mia pelle. E lui preme, e striscia per seguire il tratto del suo disegno, il mio occhio.</p>
<p>Non voglio scappare. Sono immobile e senza respiro.</p>
<p>Il mio braccio sulla sua gamba, e lui curvato a tenerlo fermo. E incidere.</p>
<p>&#8220;Ti fa male…?&#8221;</p>
<p>La sua voce adesso è bassa, e lenta. Tutta la pelle del mio capo freme.</p>
<p>So che la mia spina dorsale sta iniziando a gioire. La sento.</p>
<p>Il piacere che sale dai miei fianchi sino alla nuca, e poi scende sino all’interno delle mie cosce.</p>
<p>Ancora immobile.</p>
<p>Ma con la mente sono già ad accarezzare la lampo dei suoi pantaloni, e tutta la meraviglia che gli sta sotto.</p>
<p>&#8220;Ti fa male…?&#8221;</p>
<p>Sì. Mi fa male. Tu sai che mi stai facendo male. E anche come.</p>
<p>Conosci il tipo di dolore che procuri alle tue vittime.</p>
<p>E sono certa che la tua erezione è già cominciata.</p>
<p>Non mi chiedi se voglio sospendere per un attimo. No. Non lo fai.</p>
<p>E io non vorrei. Non devi fermarti, ora. Non più.</p>
<p>Che bello. E’ bellissimo. Non potevo immaginarlo, sai ? Proprio non ne avevo sospetto.</p>
<p>Il segno che lasci sulla mia pelle vergine, è il tuo segno.</p>
<p>Il passaggio di te, su di me.</p>
<p>Molto più di una prima penetrazione. Altro tipo di verginità persa.</p>
<p>Quella di un angolo della mia testa, che ti lascia entrare dentro di me, e modificare il mio corpo.</p>
<p>Perché ho sempre sfuggito ogni mostra di body art ?</p>
<p>Stupida. Molto stupida. Ora capisco il piacere infinito.</p>
<p>E ne sto vivendo solo una piccola goccia.</p>
<p>E il senso di potere. Gigantesco. Voglio coprire il mio corpo di segni. Non smettere mai.</p>
<p>Aaaahhh… il tuo ago…come spinge… e striscia….e colora…</p>
<p>Ancora. Non fermarti. Non smettere mai. Fammi bruciare, ancora.</p>
<p>E incidi. Segnami. E segnami ancora…</p>
<p>&#8220;Ancora… un po’ di grigio…qui…è troppo vuota…questa forma…&#8221;</p>
<p>Sì…ancora. Grigio…azzurro…rosso…verde….Tutti i colori che vuoi. Riempi i miei pori. Senti che vuoti ? Senti che voglia di essere pieni… di te… e dei tuoi colori…?</p>
<p>Perché non mi tagli, ora ? Potresti…sai ? Non scapperei. No.</p>
<p>Qualsiasi lama nelle tue mani.</p>
<p>Oltre ogni pene, oltre ogni lingua e ogni mano.</p>
<p>Potresti farmi scoppiare, sai ? E sono già molto vicina. E la schiena mi trema.</p>
<p>E le gambe sono spalancate sai? Senti come sono bagnata ?</p>
<p>Allagata. Per te.</p>
<p>Potresti tirare fuori il tuo pene mentre continua il ronzio ?</p>
<p>Oppure allungare la tua terza mano, quella con le dita sensibili, e infilarmele tutte, una per una, e riempirmi ? Le sento già tutte dentro di me. Vuoi farmi venire ? Così ?</p>
<p>E allora anche la tua lingua. Ti prego. Non risparmiarti. Dammi tutto di te.</p>
<p>Lo prenderei, sai ? Il tuo tutto, e anche di più…</p>
<p>Ma…non hai ancora finito ? Allora anche tu non vuoi smettere. Ti piace.</p>
<p>Allora… sei sadico… è per questo che il tuo pantalone è così gonfio, qui proprio davanti a me ? E io sono masochista ? non so… Ma che piacere sottile… e inciso sulla mia pelle…</p>
<p>&#8220;Ti rifaccio questa riga… perché…&#8221;</p>
<p>Perché ? Hai capito quanto mi piace ? Grazie. Sei buono. Continua allora. Forse riesci a farmi venire. Mi piacerebbe sai ? Cosa direbbero quelli di là, che stanno aspettando, se ad un tratto oltre al ronzio del tuo ago, sentissero anche l’urlo ? Il mio urlo, quello più forte, e lungo. Quello che stai costruendo sulla pelle del mio povero polso. Lo vuoi ? Vuoi sentire il mio urlo ? E poi che faresti ? Lasceresti ogni cosa…? Smetteresti… per allargare le mie gambe ancora di più ? E affonderesti dentro di me ? Lo vorresti ? O forse è già troppo il piacere che senti nella tua mente mentre mi incidi… incidi il tuo segno su di me ?</p>
<p>&#8220;Ti piace ?&#8221;</p>
<p>&#8220;Sì…è bellissimo…sei stato bravo&#8221;</p>
<p>&#8220;Posso fotografarti ?&#8221;</p>
<p>Puoi fare quello che vuoi, lo sai.</p>
<p>Sei il mio cavaliere, ora… il cavaliere degli aghi.</p>
<p>E asciugami ora. Non posso uscire da qui, tutta bagnata.</p>
<p>&#8220;Torna, per ogni eventuale&#8230; io sono sempre qui&#8230;&#8221;.</p>
<p>Sono troppo bagnata. Aspetta. Non mandarmi via, adesso, solo perché c’è qualcuno che deve entrare ora, e al mio posto.</p>
<p>&#8220;Ciao, ti aspetto allora&#8230;&#8221;</p>
<p>Esco. Ma piano. E i sogni sono ancora con me.</p>
<p>Sta piovendo una pioggia discreta, e non ho ombrelli da aprire.</p>
<p>Cosa faccio ? Vado subito in auto ? O forse è meglio camminare un po’. Sì magari sulla riva del mare. E’ sempre bello in inverno, e con la pioggia tutto sembra più morbido.</p>
<p>La piccola ferita che brucia sotto la fasciatura… non stavo sognando, ora c’è un tatuaggio sul mio povero polso. Povero ? Superbo, come dice il mio amante migliore, &#8220;superba giornata amica mia&#8221;.</p>
<p>E sono bagnata, è vero. E non solo di pioggia. Bagnata di me.</p>
<p>E ho voglia. La reprimo ? Perché…?</p>
<p>Ricordo una volta, da ragazzina…l’amore sulla spiaggia, sotto una barca capovolta. Era sera come ora. E le luci lontane da noi, passavano appena da sotto, giusto per farci vedere le nostre mani che si toccavano. E le risate. &#8220;Ci avrà visto qualcuno…? …e se ci fosse qualcuno qui fuori…?&#8221; Nessuna paura allora. Ma adesso ? Mi infilerei sotto una barca capovolta per darmi piacere ? No. E non ci sono più le barche dei pescatori su questa spiaggia. Ora è un porto di lusso. Ma le panchine, quelle sì, ci sono.</p>
<p>Vado più in là, dopo l’ultimo lampione. Quella panchina isolata proprio vicino allo scoglio.</p>
<p>Eccola. Perfetta.</p>
<p>E la pioggia mi aiuta. Questa mano destra, così libera, che mi cerca. Se la lascio entrare sotto lo slip, potrà aiutarmi ? Sì. Penso di sì. Di solito è il mio letto il posto migliore, e meglio sotto il piumone d’inverno. Posso allargare le gambe nude e sentirmi tutta. Riconoscere ogni pelo, e bagnarmi le dita di miele. Ma ora arrivo subito e soltanto alla mia clito. E’ qui, proprio qui sotto, e già mi fa male. La scopro, la apro, nel punto più impazzito di tutto il mio corpo. Da lì è impossibile tornare indietro. Quando arrivo su quella punta di piccolo cazzo infuocato, la testa mi scoppia.</p>
<p>E allora, sì. Mi lascio scoppiare.</p>
<p>E’ stata una bella giornata.</p>
<p>E qui la pioggia è diversa dal solito. Calda, caldissima tra le mie cosce.</p>
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