
Ci occupiamo ora del piercing alla lingua, praticato addirittura dai civilissimi maya. Questo popolo usava, con un rito antico e suggestivo, praticare un foro con una lama o con una freccia, infilando poi nella lingua una corda molto larga; il sangue che ne fuoriusciva e la corda stessa, venivano conservati come cimeli e utilizzati per le cerimonie religiose. Ancora oggi alla lingua si continuano a praticare tranquillamente un certo numero di fori. L’importante è sapere dove bucare per non incorrere nel rischio di emoraggia; rimane comunque un piercing quasi indolore, da cui si guarisce in circa una settimana, al massimo una quindicina di giorni.
Ci vorrà molta pazienza nei primi giorno dopo il foro perché la lingua sicuramente si gonfierà e la barretta a tenderà a battere contro i denti, essendo più lunga del dovuto.
A guarigione avvenuta si provvederà a cambiare la barretta sostituendola con una più corta e comoda da portare tutti i giorni. Ricordiamoci comunque, nella prima fase dopo la foratura, di ingerire solo cibi liquidi e di disinfettare spesso la bocca con collutorio o succo di limone. E, naturalmente, di evitare cibi speziati che potrebbero irritare.


