Le culture primitive hanno nei secoli manipolato il corpo attraverso tatuaggi, cicatrici, acconciature, pitture. Alcuni popoli hanno fasciati i piedi alle donne per mantenerli piccoli o applicato protesi agli uomini per allungare il pene. Ma tutti noi manipoliamo abitualmente il nostro corpo accudendolo, depilandolo, pitturandolo, bucandolo, ingioiellandolo. Nelle tribù primitive il linguaggio del corpo serviva soprattutto a trasmettere informazioni sul ruolo sociale dei vari componenti: le prime notizie relative alle pratiche estreme di body art risalgono al XV secolo, epoca in cui i resoconti di esploratori provenienti dai vari continenti arrivavano in Europa. E’ risaputo però che già nell’antico Egitto la pratica di forarsi il corpo per inserirvi dei monili era largamente diffusa, così come piercing e tatuaggi avevano un ruolo da protagonista nelle culture precolombiane di maya e aztechi; lo stesso per popoli dell’Alaska, degli indiani del Nord America, per i popoli dell’Africa e del Sudest asiatico, fino a maori, polinesiani, arabi e agli indiani d’America e dell’Asia.